Stucco epossidico bicomponente per pavimenti: prezzi, benefici e vantaggi

6246
acquario con mosaico e stucco epossidico impermeabile

Lo stucco epossidico è una resina pastosa utilizzata in edilizia per la sigillatura delle fughe di pavimenti e rivestimenti. Può essere utilizzato per le fughe di tutti i tipi di piastrelle ceramiche, materiale lapideo (marmi) e per i mosaici con risultati davvero straordinari, anche dal punto di vista estetico.

Le due caratteristiche principali dello stucco epossidico sono: impermeabilità e anti-acidità.
Esiste anche la versione per le pavimentazioni in legno. In questo articolo ci approfondiremo i benefici, costi e segreti dello stucco epossidico bicomponente per pavimenti.

Stucco epossidico bicomponente per piastrelle

Lo stucco epossidico, grazie alle sue caratteristiche è indicato nella sigillatura di pavimenti e rivestimenti industriali di ampie dimensioni dove è necessaria un’elevata resistenza meccanica e un’altissima resistenza agli acidi.

È inoltre particolarmente indicato nella posa di pavimenti e rivestimenti di ambienti dove è richiesto un elevato standard di igiene, come le cucine di ristoranti, locali adibiti allo stoccaggio di generi alimentari, industrie alimentari, è indicato altresì per la stuccatura di piscine o docce pubbliche e di ambienti umidi in quanto evita la formazione di funghi, batteri e muffa in genere

Inoltre, lo stucco epossidico oltre ad essere al 100% impermeabile, è molto più resistente, dunque non si “usura” facilmente e può essere lavato con qualsiasi detergente acido senza il rischio di rovinarlo o di alterarne la colorazione.

Un altro interessante ambito di applicazione dello stucco epossidico è quello decorativo. I rivestimenti dei bagni, ad esempio, stuccati con questo fugante assumono tutta un’altra lucentezza grazie all’effetto lucido che viene conferito alle fughe.

Inoltre, alcune case produttrici, come Kerakoll e Mapei, abbinano lo stucco epossidico con i “glitter”, veri e propri brillantini da mescolare nell’impasto per conferire un tocco chic al rivestimento che va a manifestarsi come un vero e proprio complemento d’arredo.

Prezzi dello stucco epossidico bicomponente

Lo stucco epossidico ha un prezzo maggiore rispetto al tradizione stucco in cemento. Conti alla mano, stuccare un metro quadro con stucco epossidico può costare fino a 4 volte rispetto ad un metro quadrato stuccato con il classico fugante cementizio.

Infatti il prezzo di una confezione di stucco epossidico bicomponente da 3kg si aggira in media sui 40 € (più di 13 € al kg), mentre una confezione di stucco cementizio da 5kg, della stessa marca, costa all’incirca 20 € (4 € al kg).

Per quanto riguarda il costo della posa dello stucco epossidico, il maggior prezzo è causato dalla maggiore complessità di applicazione: la consistenza pastosa del impasto delle resine epossidiche lo rende difficile da stendere richiedendo più energia e tempo al posatore, anche per quanto riguarda la pulizia finale.

Stucco epossidico bicomponente Mapei

Tra le principali case produttrici di stucco epossidico ricordiamo la Mapei, leader mondiale nel settore dei materiali edili. L’azienda con sede a Sassuolo produce una vasta gamma di stucchi epossidici bicomponenti per tutte le esigenze:

Stucco epossidico bicomponente Kerakoll

Kerakoll è un’altra importante azienda leader nel settore della produzione di materiale per l’edilizia. Kerakoll produce lo stucco epossidico bicomponente Fugalite Bio, impermeabile, antiacido e antiscivolo; ideale per la sigillatura di spazi esterni con pavimentazioni in pietra, granito, marmo, materiali lapidei.
Kerakoll Resin Plus è inoltre ipoallergenico e dermatologicamente testato dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Stucco epossidico vs Stucco cementizio

Come abbiamo spiegato prima, lo stucco epossidico è particolarmente indicato per ottenere un elevato standard qualitativo nella posa di un pavimento o rivestimento che con il tradizionale stucco cementizio non avremmo mai potuto ottenere.

Lo stucco epossidico bicomponente è ha una consistenza molto più compatta rispetto al tradizionale stucco cementizio e, seppur più difficile da applicare (e anche da rimuovere), è di gran lunga più resistente agli agenti atmosferici, al calpestio e alla trazione del massetto. Inoltre non soffre del classico ritiro “post-posa” e la sua superficie rimane liscia e meno soggetta a fenomeni di fessurazione o di formazione di crepe o spacchi.

Lo stocco epossidico bicomponente è composto da una miscela di resine epossidiche, in particolare due componenti che devono essere mescolati e applicati entro un tempo limite specifico.

A livello di caratteristiche tecniche, di durata, resistenza, facilità di pulizia delle fughe, a detta di chi scrive, lo stucco epossidico non teme il confronto, tuttavia il costo, sia del materiale che della sua posa, è molto più alto rispetto al suo diretto concorrente.

Un’altra pecca dello stucco epossidico bicomponente potrebbe essere la pericolosità della materia prima in fase di applicazione. Infatti, ai professionisti è richiesta una maggiore attenzione durante la posa dello stucco in termini di protezione sia delle mani che delle vie respiratorie. Le esalazioni sprigionate durante il mescolamento o durante la stesura, ma anche il semplice contatto con il prodotto, possono irritare facilmente la pelle o in alcuni casi isolati, provocare delle irritazioni cutanee su tutto il corpo (chi scrive l’ha vissuta sulla propria pelle).

Ecco questo piccolo svantaggio non vuole assolutamente sminuire la valutazione altamente positiva di questo prodotto.

Come applicare lo stucco epossidico

L’applicazione dello stucco epossidico è molto simile alla posa dello stucco tradizionale. Fondamentale è pulire accuratamente le fughe del pavimento o del rivestimento, avendo cura di rimuovere i residui di collante in eccesso rimasti dopo la posa. Dopo aver raschiato con uno spatolino in metallo gli spazi tra le mattonelle, avendo cura di non scheggiarle, è fortemente consigliato utilizzare un’aspirapolvere o aspira cenere per rimuovere tutta la polvere presente.

Adesso si può procedere ad impastare lo stucco epossidico. Per impastare il composto bi-componente occorre avere a disposizione un miscelatore con la punta piccola per mescolare per bene l’impasto direttamente dentro la confezione del componente A. Dopo aver ottenuto una miscela omogenea si può dar via alla stesura dello stucco tra le fughe.

Piccolo consiglio: a prescindere dalla praticità e velocità del posatore, per la stuccatura di spazi ridotti e/o angusti come bagni e docce, consigliamo di utilizzare il kit più piccolo (in genere da 1 kilo) per evitare che l’impasto si asciughi e diventi poi impossibile da lavorare.

Dopo aver steso lo stucco con la spatola in gomma occorre frattazzare, con l’ausilio di un feltro bianco morbido imbevuto in acqua pulita, per lisciare e riempire in maniera omogenea le fughe, ma anche per mantenere più umido l’impasto già steso al fine di facilitare la fase finale di rimozione e rifinitura dello stucco.

In questa fare occorrerà mantenere la spugna sempre molto ben pulita e non troppo bagnata al fine di evitare che l’eccessiva presenza di acqua vada a rovinare lo stucco steso, quindi bisogna risciacquarla molto spesso e prestare attenzione ad eventuali imperfezioni e residui di stucco o non rimossi correttamente: lo stucco epossidico è così forte che una volta asciugato è quasi impossibile da rimuovere, quasi.

Come rimuovere lo stucco epossidico

Può capitare durante o dopo la posa di trovarsi con delle imperfezioni o degli eccessi di stucco epossidico da rimuovere.
In questo caso i migliori alleati per la rimozione dello stucco epossidico sono una spatola in acciaio, una spugna morbida e una fonte di calore (l’ideale è utilizzare una pistola ad aria calda).
Dopo aver riscaldato sufficientemente la porzione di stucco da rimuovere, possiamo esercitare una leggere pressione con la spatolina in acciaio e risciacquare la superficie con abbondante acqua.

Se vuoi approfondire il tema della pulizia dei pavimenti, puoi leggere questo articolo su come pulire le fughe delle piastrelle.

Conclusioni

In conclusione, possiamo affermare che lo stucco epossidico, seppur più costoso e più difficile da applicare, ripaga con la sue qualità, sia estetiche, tecniche di resistenza e durata, sia igienico-sanitarie per la sua facilità di pulizia rispetto allo stucco cementizio tradizionale e per le sue caratteristiche anti-muffa e anti-batteriche.